



















foto: Giorgio Benni
La Galleria Monitor è lieta di presentare Tacciono i fiori, la nuova mostra personale di
Thomas Braida, a distanza di tre anni dall’ultima personale negli spazi romani della
Galleria.
La pittura di Braida si muove per digressioni visive e concettuali, natura morta dopo natura
morta, componendo una narrazione sospesa tra l’ironia e la metafisica, che interrogano.
Con riferimenti che vanno da Gramsci (Odio gli indifferenti) a Wittgenstein (Su ciò di cui
non si può parlare, si deve tacere), da Moravia (Gli indifferenti) alla pittura classica, Braida
costruisce un mondo in cui l’indifferenza si fa forma e colore.
Le immagini guida della mostra sono dei vasi di fiori, che “silenziosamente fioriscono”
(Nanna o l’anima delle piante, G.T. Fechner): il ribaltamento di un concetto in cui è la
natura ad essere indifferente a noi, immagini in cui l’assenza di vita reale diventa simbolo
dell’indifferenza. I fiori non crescono, non appassiscono più — semplicemente restano,
privati del loro ciclo naturale. Non partecipano. Non si oppongono.
Un salone silenzioso. Vasi lucidi, una pantera nascosta nell’ombra, fiori composti con una
cura quasi sacra e immagini apparentemente casuali. Braida ci invita a entrare nella casa
dell’indifferenza – un luogo dove ogni oggetto sembra osservare senza partecipare, e ogni
quadro custodisce un enigma emotivo. Come scriveva Torquato Tasso, “Tacciono i boschi
e i fiumi”, e ora, tacciono anche i fiori: testimoni muti di una realtà che scorre.